Nell’estate del 1876, nelle piaure del Montana furono combattute tra soldati e Indiani le due più grandi battaglie. Il primo combattimento fu chiamato la battaglia di Rosebud. Il secondo, che fu combattuto una settimana più tardi, fu chiamato la battaglia di Little Bighorn, dove il generale Custer fu sbaragliato ed ucciso. I Cheyenne chiamarono la battaglia del Rosebud, il “Combattimento dove la ragazza salvò suo fratello”. Lasciate che vi dica il perchè.

Ebbene un centinaio di anni fa, gli uomini bianchi volevano che gli Indiani andassero nelle prigioni chiamate Riserve, per rinunciare alla loro libertà di cacciare il Buffalo, per rinunciare a essere Indiani. Alcuni si arresero senza opporre resistenza e si stabilirono dietro i fili spinati di quelle istituzioni, ma altri non lo fecero.

Quelli che andarono nelle riserve per vivere come gli uomini bianchi furono chiamati Amici. Quelli che non vollero andare furono chiamati Nemici. In realtà quelli non erano nemici, loro non volevano combattere; tutto ciò che volevano era essere lasciati in pace e vivere secondo il costume Indiano, che è un buon costume. Ma i soldati non li lasciarono in pace. Decisero di effettuare una grande battaglia a cavallo e di catturare tutti i nemici, di uccidere quelli che opponevano resistenza e portare gli altri indietro nelle riserve come prigionieri.

Tre colonne di soldati entrarono nella distesa ti terra lasciata ai pellerossa. Erano comandate dai generali Crook, Terry e Custer. Crook aveva con se la maggior parte degli uomini, circa duemila. Aveva cannoni e esporatori pellerossa per fargli da guida. Al Rosebud venne in contatto con Sioux e Cheyenne.

Gli Indiani avevano danzato la Sacra Danza del Sole. Il grande Capo Sioux e uomo santo Toro Seduto, aveva avuto una visione che che gli diceva che i soldati sarebbero stati sconfitti. I guerrieri avevano il morale alto. Alcuni uomini appartenenti a famose società guerriere fecero voto di combattere fino alla morte, cantando i Canti di Morte, gettando via la vita, come si usa dire in questi casi. Si dipinsero la faccia per la guerra. Indossarono i loro competi migliori in modo che, se fossero stati uccisi in battaglia, i nemici avrebbero detto: “Questo deve essere stato un Grande Capo. Guarda come giace li nobilmente”.

I vecchi capi istruirono i giovani su come agire. Gli sciamani prepararono amuleti protettivi per i combattenti, mettendo la polvere gialla sui capelli e dipingendo i cavalli con disegni di chicchi di grandine. Ciò era fatto per renderli invisibili agli avversari, o per renderli a prova di pallottola. Lupo Coraggioso possedeva l’amuleto più bello: uno sparviero imbalsamato che allacciò dietro la testa. Egli cavalcava sempre in battaglia soffiando nel suo zufolo di osso d’aquila, ed una volta che il combattimento incominciava, lo sparviero diveniva vivo e fischiava anch’esso.A fianco dei Cheyenne c’erano molte tribù: gli Hunkpapa, i Minniconjou, gli Oglala, i Burned Thighs, i Two Kettles. Arrivarono molti coraggiosi capi e guerrieri, incluso Due Lune, Toro Bianco, Mocassini Sporchi, Piccolo Sparviero, Aquila Gialla e Uomo Bianco Zoppo. Tra i Sioux c’erano il grande Cavallo Pazzo e Toro Seduto – il loro uomo Santo ancora debole per l’offerta di carne fatta nella Danza del Sole – ed il feroce Piove in Faccia. Chi può contarli tutti? Che spettacolo meraviglioso!

Quelli che si erano guadagnati il diritto di portare copricapi di guerra stavano cantando, alzandoli su. Tre volte cessarono i loro canti e la quarta vola posarono i copricapi sulla testa, lasciando che i nastri volassero e strisciassero dietro di loro. Come dev’essere stato bello vedere tutto questo!

Cavallo Pazzo degli Oglala lanciò il suo famoso grido di guerra: “Un bel giorno per morire, ed un bel giorno per combattere! I codardi nelle retrovie, i cuori coraggiosi mi seguano!”

Tashunka UitkoIl combattimento iniziò. Furono fatte molte azioni coraggiose, molti colpi furono contati. La battaglia oscillò avanti e indietro. Più di chiunque altro questa era la battaglia dei Cheyenne. Questo era il loro giorno. Tra di loro c’era un giovane coraggiosa Donna-Sangue-Piccolo-Bufalo, che cavalcava fieramente al fianco di suo marito, Coyote Nero. Suo fratello, Capo-Viene-In-Vista, partecipava anch’egli alla battaglia. Lei lo cercò e lo vide circondato, il suo cavallo sotto di lui, mentre gli esploratori Crow giravano attorno a lui attendendo l’opportunità per contare dei colpi. Ma egli li scacciò con grande coraggio e bravura.

Donna-Sangue-Piccolo-Bufalo emise uno stridulo e acuto grido di guerra. Spronò il suo pony in mezzo alla mischia, in mezzo ai nemici. Emise un suono agghiacciante, fremente, vibrante della donna indiana quando incoraggia il suo uomo durante un combattimento. Capo-Viene-In-Vista saltò sul cavallo dietro di lei. Donna-Sangue-Piccolo-Bufalo rise per la gioia e l’eccitazione della battaglia e per tutto il tempo cantò. I soldati fecero fuoco su di lei ed i loro esploratori Crow lanciarono freccie al suo cavallo, ma erano troppo veloci perchè lei e suo fratello potessero essere colpiti. Poi voltò il cavallo e  corse sulla collina dove i vecchi capi e gli sciamani stavano osservando la battaglia.

I Sioux e i Cheyenne videro quello che lei stava facendo e poi anche i soldati bianchi lo videro. Tutti smisero di combattere ed osservarono la ragazza coraggiosa salvare la vita di suo fratello. I guerrieri alzarono le braccia ed innalzarono un potente clamore: un ungo ondeggiante grido di guerra che fece rizzare i capelli. E persino alcuni soldati lanciarono i cappelli in aria e gridarono “Urrà!” in onore della Donna-Sangue-Piccolo-Bufalo.

La battaglia era ancora agli inizi, non molti uomini erano stati uccisi su entrambi i fronti, ma il generale stava pensando: “Se le loro donne combattono come questa, cosa faranno i loro guerrieri? Anche se vinco perderò la metà dei miei uomini”. E così il generale Crook si ritirò di un centinaio di miglia. Avrebbe dovuto unirsi a Custer, Vecchi Capelli Gialli. Ma quando Custer dovette combattere contro gli stessi Sioux e Cheyenne una settimana più tardi, Crook era lontano ed il reggimento di Custer fu spazzato via. Così in un certo senso Donna-Sangue-Piccolo-Bufalo contribuì anche al successo di quella battaglia.

 

Molti di quelli che videro cosa aveva fatto pensarono che avesse contato il più grande di tutti i colpi, non sottraendo la vita, ma donandola. Ed è per questo che noi Indiani chiamiamo la battaglia di Rosebud, il Combattimento Dove la Ragazza Salvò Suo Fratello.Il posto dove Donna-Sangue-Piccolo-Bufalo compì le sue gesta è stato da molto tempo arato. Ora vi è na fattoria. Ma il suo ricordo durerà fino a che ci saranno Indiani. Questa non è una favola, ma è senza dubbio una leggenda.

Raccontata da Rachel Gufo Bizzarro a Birney, Montana, con l’assistenza di due o tre altri. Registrata da Richard Erodes.Murales by Bernard P. Thomas “Battle of Rosebud” 

Moving Robe Woman (Tashina Wamnbli) Donna della Pista del Bisonte ( ? — 1931) fu l’ unica delle donne native a partecipare ad una battaglia contro l’esercito di Custer. Infatti nella battaglia del Rosebud del 17 giugno 1876 quando ” Arriva in Vista ” capo di guerra Cheyenne, cadde a terra per l’uccisione del suo cavallo e due nemici si apprestavano ad ucciderlo Donna della Pista del Bisonte, sorella del capo si interpose tra il fratello e i nemici portandolo in salvo. Da allora laBattaglia del Rosebud fu chiamata ” dai Nativi — Kse e Sewo Istanive Itatane”– Dove la Ragazza Salvò suo Fratello.

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