L’Alchimia è un processo mentale tramite il quale si raggiunge la Pietra Flisofale o Lapis.

Nel Kybalion, la figura di Ermete Trismegisto (il tre volte saggio), possiamo ritrovare alcuni insegnamenti e processi che ci portano dall’essere “Piombo” ad “Oro”.
L’alchimia ha origine in oriente e fu anello di congiunzione verso l’Europa del primo medioevo e fu filtrata fino a noi attraverso le mani degli arabi.
Gli arabi, educatori dei greci e dei persiani, ci donarono una scienza più vasta ed accurata, accomunando le conoscenze degli egiziani e dei babilonesi.

Una cultura arricchita nei secoli e nel suo viaggio fino a noi.
L’etimologia della parola alchimia è cavillosa e ne esistono varie chiavi: qualcuno la vuole derivata dal nome Cham, figlio di Noè, che sarebbe stato il primo a praticarla, altri derivano la parola alchimia dal termine greco als =sale e da chymie=fusione. Secondo altre ipotesi il termine alchimia deriva dalla prima denominazione della terra d’Egitto, Kymie. Secondo Fulcanelli: (“Le Dimore Filosofali”, EDIZIONI MEDITERRANEE, Roma, volume I, p.63) “la cabala fonetica riconosce uno stretta parentela da χειμεία, χυμεία, e χεΰμα, che indica ciò che cola, scorre, fluisce, e mostra con precisione il metallo fuso.

A differenza di come comunemente si crede, l’alchimia è un’arte mentale e spirituale.
Per alchimia si intendono tutti quei processi alchemici o alchimici atti a trasmutare l’Essenza: sia che voglia essere Essenza fisica, mentale o spirituale.

L’alchimia è un’arte trasmutatoria, ossia che trasforma la realtà per mezzo della mente, perchè “l’alchimia è un’arte mentale”, proprio come suggerito nel Kybalion di Ermete Trismegisto.
Nei secoli il vero significato dell’alchimia è stato volontariamente offuscato dagli alchimisti, per deviare i gretti, gli avari ed i materialisti da questa Arte Magistrale. Nel medioevo, furono proprio gli alchimisti, un pò per volontà, un pò per il codice espressivo dei termini, a far credere che l’alchimia fosse una scienza puramente materiale atta a trasformare il metallo grezzo, o il “piombo” per l’esattezza, in oro “grezzo” (inteso come oro materiale). Mentre il vero scopo dell’alchimia è trasmutare il “piombo”, ossia l’uomo e la materialità di costui, in Oro; metallo Splendente e Luminoso che simboleggia la Luminosità dell’Essere.
L’alchimia è in realtà, sì una scienza, ma una Scienza Pura ed occulta. Una Scienza dell’Anima,
che si adopera per il raggiungimento dell’alchimista sui tre piani dell’esistenza umana (fisico, mentale e spirituale).

L’alchimista infatti nel compimento della sua Opera, prova, testa, sperimenta e gioca con la Madre Natura e con le meraviglie che essa gli ha donato nella sua esistenza.
Riporto quanto suggerito da Danilo Il Crapa in un testo diretto al prof. Nerchia:

“[…]Nella sua attività l’alchimista è un Bambino Piccolo (Parvulus)
che sficcanasa sotto le gonne di Madre Natura, (lo sporcaccione!) sempre alla ricerca di nuovi giochi e nuovi giocattoli.
Come tutti i Bambini Piccoli che si rispettano non tiene in nessun conto quanto gli dicono gli adulti. Il suo passatempo preferito è rompersi la testa da solo.
Non crede nemmeno che il fuoco è caldo o il ghiaccio è freddo o che la Donna è la cosa più bella dell’Universo Tutto, se non lo sperimenta prima personalmente e
direttamente. […]

A solo parziale giustificazione di un comportamento profondamente insano come questo occorre tenere ben presente però che molti autori, Fulcanelliin particolare, invitano nella ricerca alchemica a non dare nulla per scontato, ed anzi affermano proprio che quello che crediamo di sapere è il principale impedimento sulla Via.> […]”
L’alchimista, quindi, sfrutta per la sua ricetta alchemica l’Intelligenza, dalla quale può ricavare “la Musica che suona la sinfonia dell’Universo”.
L’alchimista segue, nei suoi processi e progressi i segni lasciatigli da Madre Natura, come tracce per seguire il suo passaggio e raggiungerla nel suo Splendore, per Comprenderla.

 

Come ci mostra una tavola dell’Atalanta Fugiens di Michele Maier (raffigurazione alchemica a destra)

La donna (Madre Natura) segue il suo percorso lasciando Evidenti Segni, sul suo passaggio, e l’alchimista alle sue spalle, con una lanterna ed un bastone, ne segue il tracciato passo passo, posando con cura i propri piedi sulle sue orme.

Le raffigurazioni alchemiche, che vogliono trasmettere un messaggio, sono tante, in particolar modo situate in delle chiese come raffigurazioni ornamentali, in quadri, dipinti e vecchi testi, il che ci fa pensare che l’alchimia sia stata in tempi remoti (ed ancora oggi) un’Arte molto estesa ma segreta.

Un’Arte appresa da molti pensatori della storia, artisti, filosofi, poeti, architetti e maestri.

Porta Alchemica a Roma La scienza alchemica o “Arte Regia” è quindi anche una scienza filosofica e di pensiero, poiché come Ermete Trismegisto dice nel Kybalion “Tutto è mente – L’Universo è mentale”.  Solamente tramite il Pensiero, la Ragione, e la Conoscenza, l’Arte si sviluppa e si rende possibile la Grande Opera, poiché noi siamo corpo, mente e spirito, la Mente non è altro che il veicolo dal Corpo all’Anima. Mente Areosa, il Vento Fresco che rischiara dalle Nubi che offuscano la Ragione. La mente è il Mercurio. Il Mercurio Filosofico dei Saggi. Ciò che permette la Trasmutazione.
La Mente-Veicolo quindi forma a livello Astrale o Materiale la Volontà dell’Alchimista, mentre la Mente-Comprensiva si svuota per lasciare poi che l’Universo la riempia di Conoscenza.

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