SANT’AMBROGIO (Ore 21) – Mercoledì 24 Febbraio

E’ appena scoppiato un incendio alla Sacra di San Michele.

Sta andando a fuoco una porzione del tetto del monastero, dove una ditta sta lavorando per un cantiere di restauro, nei locali in cui abitano i religiosi. Sul posto stanno operando i vigili del fuoco e ci sono anche i carabinieri. I tre monaci sono stati evacuati dal convento, non ci sono feriti.

Le fiamme stanno bruciando il tetto del monastero, ai piedi della chiesa, costruita tra il 983 e il 987; erano in corso lavori di ristrutturazione. Ancora da accertare le cause del rogo. Sul posto stanno operando otto squadre dei vigili del fuoco. Presenti anche la Croce Rossa e i carabinieri di Avigliana.

La Sacra di San Michele (Arcangelo), come è comunemente chiamata l’Abbazia di San Michele della Chiusa, è arroccata sulla vetta del monte Pirchiriano, all’imbocco della Val di Susa, a 40 chilometri da Torino. Appartiene alla diocesi di Susa ed in passato è stata luogo di transito per i pellegrini tra Italia e Francia. Vi abitano tre padri rosminiani, che sono stati allontanati.

Nel 1836 è stato affidato alla cura del giovane Antonio Rosmini e della congregazione da lui fondata, i padri rosminiani.

Nello stesso anno, il re Carlo Alberto di Savoia affidò loro in custodia le salme di 24 reali di casa Savoia, traslate dal duomo di Torino, ora tumulate in chiesa dentro pesanti sarcofagi di pietra. Tra i più noti, quelli di Margherita di Valois, figlia di Francesco I e moglie di Emanuele Filiberto, il duca bambino Francesco Giacinto di Savoia, l’intrigante madre di Vittorio Amedeo II, primo Re di Sardegna, Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours e il cardinale Maurizio di Savoia.Nel 2016 il museo del complesso monumentale abbaziale è stato visitato da oltre 100.000 persone.

 

La leggenda sull’origini della Sacra di San Michele
Ci sono molte versioni della leggenda sulle origini della Sacra di San Michele. Tutte concordano sull’apparizione di uno o più angeli. Trovi scritta qui una delle più popolari.
Si racconta che San Giovanni Vincenzo, nel X secolo, volesse costruire un’abbazia sul Monte Caprasio. Cominciò così a costruire, ma i lavori non andavano mai avanti: ogni giorno posavano le prime pietre della costruzione e ogni notte queste sparivano. 
Così San Giovanni decise di rimanere sveglio per svelare il mistero. A sorpresa, scoprì che non si trattava di ladri di materiale, ma di angeli. I messaggeri celesti comparivano con il buio e trasportavano le pietre sul monte Pirchiriano. 
Fu così che San Giovanni decise di costruire l’abbazia dove sorge ancora adesso. Da quel giorno infatti non ci furono più impedimenti “divini” e il santuario fu ultimato.

LE FOTO DELL’INCENDIO (di Alberto Dosio, Roland Crosazzo, Enrico Pollone, Paola Pavani, Alessandro Guerrieri)

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