Camion sbaglia strada e rovina il sito Unesco

Jainer Jesus Flores Vigo, 40 anni, è stato arrestato per aver rovinato alcune delle antichissime linee di Nazca, in Perù. L’uomo ha ignorato il cartelli stradali che vietano l’accesso all’area del sito, patrimonio Unesco e ha guidato per oltre cento metri sopra i millenari geoglifi. Le autorità peruviane hanno reso noto che le ruote del veicolo hanno lasciato grossi solchi su un’area di 50 metri per cento. Le linee di Nazca sono disegni che riproducono forme geometriche o animali stilizzati come ragni, pappagalli e lucertole. Sono state realizzate dall’antica civiltà Nazca, che ha abitato l’area tra il I secolo a.C e il VI d.C. Le autorità peruviane hanno fatto sapere che dopo questo incidente la sorveglianza del sito sarà incrementata. Non è la prima volta che il sito Unesco viene danneggiato: nel 2014 un attivista di Greenpeace aveva lasciato alcune impronte di piede vicino al disegno di un colibrì mentre posizionava la scritta a grandi lettere gialle “Time for change”

di Alessandra Del Zotto
Fonte: video.Repubblica.it

 

Non dimentichiamo anche il maldestro atto da parte di Greenpeace nel 2014

L’azione e le scuse

L’immagine delle scritte di Greenpeace sul «Colibrì» di Nazca (Ap)

L’intervento di Greenpeace a Nazca è stata una delle classiche azioni spettacolari del gruppo ambientalista: in coincidenza con la XX Conferenza Onu sul cambiamento climatico che si è svolta Lima, un gruppo di militanti è entrato la scorsa settimana nel sito delle Linee di Nazca e ha disposto vicino a una delle figure più note (il colibrì) un messaggio scritto (in inglese) con lettere di stoffa gialla: «È tempo di cambiare! Il futuro è rinnovabile». L’iniziativa non è piaciuta affatto ai peruviani: il presidente Ollanta Humala ha detto che, qualsiasi fossero i motivi dell’intervento, Greenpeace «ha mancato di rispetto al nostro popolo e alla nostra cultura». Le linee sono la testimonianza della civiltà Nazca e risalgono al periodo tra il 300 a.C. e il 500 d.C.. Il gruppo ambientalista, che in un primo momento si era difeso sostenendo che non aveva provocato nessun danno, giacché il suo slogan era scritto con lettere di stoffa disposte sul suolo del deserto, ha comunque «presentato le sue scuse a chi possa essersi sentito offeso» dall’azione e ha espressamente parlato di una «figuraccia». Le scuse di Greenpeace, però, non sono state accettate dalle autorità di Lima perché, come ha spiegato il sottosegretario alla Cultura, Luis Jaime Castillo, gli ambientalisti «non hanno accettato di aver causato alcun danno», mentre secondo esperti archeologici come Ana Maria Cogorno, responsabile di un’associazione per la tutela delle Linee di Nazca, hanno dimostrato, con tanto di fotografie aeree, che le tracce dell’intervento restano visibili nel sito.

 Fonte: Il corriere
Qualcuno disse:

“Quando muori non sai che sei morto, non soffri tu, soffrono tutti gli altri. Succede lo stesso quando sei stupido.”

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