I più superficiali si aspettavano una drastica istantanea morte di tutti gli esseri viventi.

In realtà i processi ed i cicli della natura hanno delle tempstiche diverse e non istantanee come noi della società consumistica usa e getta siamo soliti aspettarci.

Nel dicembre 2012 venne dichiarato il fallimento del protocollo di Kyoto, tentarono di aggiornarlo ed estenderlo fino al 2020 ma si palesò effettivamente l’impossibilità per gli esseri umani di fare un dietro front nella direzione della Fine.
In quel famoso 21 dicembre 2012 avrebbe dovuto esserci un drastico, repentino e totale cambio di rotta nelle abitudini dell’essere umano come anche affermato da molti scienziati del periodo.
Gli stessi scienziati affermarono che se entro quella data non avessimo agito in maniera molto forte per cambiare modalità e stile di vita negli anni 2015 e 2018 ci sarebbero state le ultime due fasi di disgregazione dell’ambiente naturale.

Oggi quel giorno è arrivato.

Leggiamo su varie testate scientifiche e informative della nostra ufficiale condanna.

Purtroppo arrivano brutte notizie dalla Svezia dove, nelle regioni del circolo polare artico, si stanno registrando temperature record e una devastante serie di incendi.”

“Anche le temperature sono da record. A Uppsala, cittadina a nord di Stoccolma, si sono toccati i 33 gradi. “È stato un anno molto strano”, ha aggiunto Olsson, parlando di un inverno di neve fitta, improvvisamente riscaldatosi a maggio “Una situazione insolita ma purtroppo in linea con quello che ci aspettiamo dal riscaldamento globale. Vedremo ancora questi estremi.”

Uno degli effetti più drammatici del riscaldamento globale che interessano le regioni del polo è lo scioglimento dei ghiacciai e il conseguente innalzamento del livello delle acque. E purtroppo, sembra che ormai il nostro margine di intervento è davvero ridotto.”

“Nel dicembre del 2015, 195 Stati hanno siglato gli accordi di Parigi sul cambiamento climatico, nei quali si impegnano a ridurre le emissioni di gas sotto certe soglie con l’obiettivo limitare l’aumento della temperatura media globale a livelli significativamente inferiori ai 2 gradi centigradi.

L’amara constatazione che arriva da parte di più scienziati, come Ben Marzeion e Nicolas Champollion dell’Istituto di Geografia dell’Università di Brema o Georg Kaser e Fabien Maussion dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e della Criosfera dell’Università di Innsbruck, è che tutto ciò non servirà a niente o quasi.”

“I ghiacciai reagiscono lentamente ai cambiamenti climatici” sostiene Marzeion “Se, ad esempio, volessimo mantenere l’attuale volume di ghiaccio glaciale, dovremmo raggiungere un livello di temperatura che risale all’epoca preindustriale, il che ovviamente non è possibile. In passato, le emissioni di gas a effetto serra hanno già innescato cambiamenti che non possono più essere arrestati.”

Altra allarmante notizia ufficiale arriva proprio in questi giorni da GreenMe di cui riportiamo l’articolo:

 

“Il 1° agosto l’umanità avrà completamente esaurito le risorse a disposizione per l’intero anno. È il punto di non ritorno, l’Earth Overshoot Day 2018 stimato dall’organizzazione di ricerca internazionale Global Footprint Network.

L’Earth Overshoot Day è esattamente la data in cui la richiesta annuale di risorse da parte dell’uomo supera quella che gli ecosistemi terrestri sono in grado di rinnovare in quell’anno. L’umanità quindi ha consumato un anno di cibo, acqua, fibre, terra e legname in appena 212 giorni.

Ma non solo. L’Earth Overshoot Day 2018 arriverà il 1° agosto, la data più “precoce” mai registrata dagli anni Settanta.

A questo ritmo, avremmo bisogno dell’equivalente di 1,7 terre per arrivare a fine anno. In altre parole, la popolazione globale sta consumando risorse 1,7 volte più velocemente di quanto gli ecosistemi del nostro pianeta possono rigenerare.

Per calcolare l’Earth Overshoot Day, il Global Footprint Network ogni anno somma tutte le nostre richieste, dalla domanda di cibo, legname e fibre (cotone) all’assorbimento delle emissioni di carbonio derivanti dalla combustione delle fossili.

I numeri dell’Earth Overshoot Day 2018

Sebbene l’86%della popolazione mondiale viva in un paese con deficit ecologico, i dati più recenti rivelano alcuni segnali incoraggianti che fanno sperare in un Earth Overshoot Day posticipato, negli anni futuri.

E l’Italia? Siamo tra i peggiori del mondo. Se tutti gli abitanti della Terra seguissero l’esempio italiano, avrebbero bisogno di 2,6 Terre.

L’Impronta ecologica della Cina è la più importante a livello globale. La buona notizia è che è diminuita dello 0,3% dal 2013 al 2014 dopo una costante crescita dal 2000. Il calo deriva in parte da una diminuzione dell’impronta di carbonio totale della Cina dello 0,7% e dalla sua impronta di carbonio per persona dell’1,2% dal 2013 al 2014.

L’Impronta ecologica pro capite per i paesi ad alto reddito è diminuita del 12,9% dal 2000. Alcuni dei paesi con il maggior calo dal 2000 sono Singapore (-32,1%), Bahamas (-26,2 %), Danimarca (-19,0 %), Stati Uniti (-18,4%), Regno Unito (-16,6%) e Francia (-15,5%). Dal 2000 al 2014, la Germania ha registrato un calo dell’8 % nell’impronta ecologica per persona e un calo del 2,5 % nell’impronta ecologica a persona dal 2013 al 2014.

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E l’Italia? Siamo tra i peggiori del mondo. Se tutti gli abitanti della Terra seguissero l’esempio italiano, avrebbero bisogno di 2,6 Terre.

Secondo il Global Footprint Network, abbiamo utilizzato 4,6 volte le risorse del nostro paese, piazzandoci al 3° posto nel mondo, dopo Sud Corea e Giappone.

Le conseguenze dell’Earth Overshoot Day

I costi di questo eccesso ecologico includono la deforestazione, il collasso della pesca, la scarsità di acqua potabile, l’erosione del suolo, la perdita di biodiversità e l’accumulo di anidride carbonica nell’atmosfera, portando a cambiamenti climatici e siccità più gravi, ma anche incendi boschivi e uragani.

“Oggi potrebbe non sembrare diverso da ieri, hai ancora lo stesso cibo nel tuo frigorifero”, ha affermato il CEO di Global Footprint Network Mathis Wackernagel. “Ma gli incendi stanno imperversando negli Stati Uniti occidentali. Dall’altra parte del mondo,dal 2015 i residenti di Città del Capo hanno dovuto dimezzare il consumo di acqua. Queste sono le conseguenze del saccheggio ecologico del nostro unico pianeta”.

#MoveTheDate

Per sensibilizzare l’opinione pubbica globale e ridurre il proprio impatto spostando in avanti la famigerata data, sono in corso diverse attività in tutto il mondo. A New York, un breve video verrà proiettato sui maxi schermi di Times Square dal 20 luglio al 3 agosto con gli straordinari filmati di Louie Schwartzberg.

Da Oakland e Parigi, il Global Footprint Network e Schneider Electric ospiteranno un webinar dal titolo “Vivere su un pianeta finito: strategie per l’utilizzo sostenibile delle risorse”.

Global Footprint Network terrà altri eventi e interviste da tutto il mondo attraverso una trasmissione in diretta su Facebook e YouTube sia il 31 luglio che il 1° agosto.

 

Dunque la Fine del Mondo è giunta inevitabile.

 

PREPARIAMOCI ALLE CONSEGUENZE.

 

FONTI:
https://www.curioctopus.it/read/17920/temperature-record-al-circolo-polare-artico:-lo-scioglimento-dei-ghiacci-e-a-un-punto-di-non-ritorno

 

https://www.greenme.it/informarsi/ambiente/28389-Earth-Overshoot-day-2018

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