Questo articolo è stato estratto dall’annuario Makaniya 2018

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Fare una candela, come tutte le attività artigiane è già di per sè un atto magico. -Nuktelios-

C’è dell’alchimia nello scegliere gli ingredienti, le forme finali, il colore ed il profumo. Trasformare la materia attraverso il calore del fuoco in oggetti nuovi è un processo alchemico. Attendere che il fuoco abbandoni il nostro manufatto lasciandogli in eredità il sostegno della nuova forma, in una danza con le forze ctonie della terra , mischiando la materia e le nostre energie sottili, solve et coagula. Considerate poi la valenza magica nell’uso rituale. E’ la polvere di paraffina, o di soia, elemento di terra, che viene amalgamata dal fuoco tramite il consumo di ossigeno, aria, e si cristallizza in una forma nuova che non è mai esistita, che è simbolo e rimando delle nostre intenzioni e volontà.

Nel creare una candela vi è la capacità del sacerdote di fissare nel tempo e nello spazio l’energia che si vuole poi sprigionare durante l’incanto. Creare una candela equivale a preparare il cono di energia dove operare.

Prendi la materia base della candela, che può essere paraffina pura, cera di soia, o di api, che si presenta come scaglie opolveri in commercio. Puoi mischiarla o meno alla stearina, anch’essa polvere o scaglie, che serve a dare rigidità e durata alla candela in una misura massima di una parte su dieci, ricordando che meno stearina metti è più morbida e gentile sarà la cera fusa, e quindi più adatta ad essere stillata fusa sulla pelle, quando l’incantesimo lo richiede.

Mettila in un crogiolo metallico a bagnomaria, a fuoco basso e attendi, e desidera.

Fino a quando vedrai lacrime di cera fusa stillare, pagando il prezzo necessario di ogni cambiamento. Ringrazia gli elementi che si sottomettono umilmente ad essere trasformati e plasmati. Quando il calore avrà effettuato il suo lavoro completamente, amalgama nello squaglio il colore od i colori da te scelti. Sebbene i coloranti naturali (come ad esempio polvere di zenzero per il giallo, paprika dolce per il rosso, polvere di spinaci per il verde, polvere di carbone per il nero) siano preferibili, non tutti sono immediatamente disponibili e di buona resa cromatica. Ti consiglio quindi, in prima approssimazione, di usare i pastelli a cera colorati fatti a pezzi e sciolti assieme alla paraffina.

Puoi aggiungere poche gocce di olio essenziale se desideri modificarne l’aroma che poi verrà rilasciato nell’aria. Altri ingredienti come chicchi di caffè, scorze secche di agrumi, bastoncini di cannella, chiodi di garofano, semi di girasole, possono essere usati per ornare le candele inserendoli nella cera sciolta oppure a lavoro finito sulla superfice esterna. Per lo stoppino usa un filo di cotone da imballo, imbevuto di cera sciolta e fatto raffreddare. Bloccalo al centro della forma in verticale fermandola con una molletta al centro dello stampo.
Come stampo puoi usare delle mezze arance svuotate, oppure dei bicchierini di vetro o gli stampi appositi di silicone o metallo per dare forma alle vostre creazioni. Versa la cera calda con lentezza facendo attenzione a non lasciare bolle d’aria imprigionate nella forma. Raffreddale a temperatura ambiente e falle riposare per tutto il tempo che serve.

Durante tutto il procedimento infondi la tua volontà nell’atto creativo. Impregnando la cera con la forza necessaria al tuo obiettivo. La cera a volte va maturata, se necessita di essere caricata di ulteriori energie, esposta alla luna, ad esempio, a volte dorme con te, ma non troppo vicino, a volte invece è subito pronta per l’uso.

L’accensione di una candela rituale è come il varcare una soglia, la soglia del tempo del rito, tempo straordinario, non farlo senza rispetto e attenzione.

La cera usata non può essere riusata, l’intenzione rimane legata alla cera. Non lasciare mai incustodita una fiamma, qualunque essa sia. Non sopporta di essere ignorata e sa come farsi rispettare. Apprezza il dono della luce che le candele donano, rendi l’ambiente ospitale a quel gioco di ombre e di luci, falle essere attrici principali, ogni luce splende nel buio, ed è ad esso sposata, non separarli mai. Nuktelios” La Keromanzia, da Keros, cera in greco antico, è un arte complessa ma affascinante. Si tratta di interpretare le forme che la cera fusa crea mentre la si cala nell’acqua fredda. Interpretazione che riguarderà e considererà are l’intera situazione, come una narrazione sul quesito o la questione posta. Come tutte le divinazioni, d’altronde ti consiglio di predisporre e preparare l’ambiente, che dovrebbe essere intimo ed il più possibile raccolto. In penombra, ricorda che la luce della fiamma vuole essere regina del suo spazio. Prendi una candela ampia, una in cui la cera non coli giù dai lati ma formi una piccola pozza di cera fusa attorno alla fiamma. Per esempio le candele tonde, di almeno tre centimetri di diametro, oppure le tealight, del colore e del profumo che preferisci. Potrai trovare diverse indicazioni in merito ai colori-vibrazioni e aromi più propizi alla divinazione.

La cera d’api è molto indicata, come preferibilmente sarebbe meglio che la candela sia stata fatta a mano con l’intenzione di essere usate per quest’arte. Procurati una bacinella di metallo (rame o ottonevanno benissimo) o ceramica o coccio, importante che abbiano il fondo scuro o nero così da avere l’effetto specchio quando le riempirai di acqua. Accendi la candela chiedendo al fuoco e all’aria di sciogliere con perizia i tuoi dubbi e alla terra (la cera) e all’acqua di narrarti le cose a te ignote. Tieni la candela, se possibile tra le mani. Osserva il traballare lavorio della fiamma.

Considera la trasformazione della materia solida in liquido, della forma nella non forma, nella capacitò di prendere tutte le formee non averne nessuna. Attendi che la cera si accumuli attorno alla fiamma e lascia vagare la mente sulla questione. Quando tutto sarà pronto, la cera è sciolta, nell’oscurità l’acqua è un nero specchio, l’immagine del tuo volto si sarà formata sulla sua superfice, la tua voglia di capire e sapere è al massimo ecco che sarà giunto il momento. Cola tutta la cera fusa in un unico punto al centro della bacinella in modo che si formi un oggetto galleggiante. Attendi che si raggrumi, rapidamente prima e che si consolidi lentamente dentro poi. Attendi ancora un poco, e poi con grazia estrai con la tua mano a cucchiaio senza stringere il grumo ma lasciando correre via l’acqua. Attento, il grumo è delicato,può avere protuberanze, rami e braccia. Non le rovinare.

Osservalo adesso in ogni suo aspetto e prospettiva. Il grumo parla mentre lo ruoti, ascoltalo in religioso silenzio. Ascolta la narrazione. Individuerai piano piano simboli, rimandi, lettere o numeri, volti e suggestioni. Fai parlare tutte le cose, la sintesi arriverà in seguito. Rassegnati, il grumo è instabile, può rompersi e lo farà. Non è un libro stampato, è un eco nel buio che poi lentamente o improvvisamente scompare, o si trasforma e cessa di narrare. Lo puoi conservare, ma non pretendere di averlo per sempre. L’acqua della bacinella sarà attiva e farà bene alle tue piante. La bacinella è un grembo, ama essere fertile, gravido di notizie. Ricorda che ogni divinazione ha la dignità di un incantesimo. Rendigli i il giusto tempo, che non sia disturbato da niente e nessuno.

 

SOS cera sui tessuti!! Rimuovere la cera sui tessuti: per rimuovere la cera sui tessuti possono essere usati con efficacia alcuni metodi.

La prima cosa da fare è levare il grosso della cera rendendola rigida con il freddo. Inserire il tessuto nel freezer per una oretta, quando ancora freddo rimuovere delicatamente i grumi con una spato-

lina non tagliente avendo cura di non strappare le trame e l’ordito Una volta eliminato l’eliminabile a freddo si può continuare con i metodi a caldo.

• Con l’acqua calda per i tessuti resistenti. Immergere il tessuto in acqua a 90 gradi o superiore e attendere che si sciogli tutta la cera e risciacquare sempre in acqua calda. Con il phon per i tessuti

più delicati. Utilizzare un foglio di carta velina mettendolo sul grumo di cera e poi scaldandolo con il getto di un phon, attendere che si sciogli e che si attacchi alla carta velina.

• Chiaramente se nella cera erano presenti coloranti e oli essenziali questo non basterà e si dovrà poi trattare la macchia eventuale residua nei metodi usuali per le macchie

 

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