OCCULTISMO

La Necromanzia e i poteri della Morte

Scritto da: Sara Ballini

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Probabilmente la prima cosa che vi verrà in mente è uno stregone con una tunica nera, in una notte oscura e tempestosa che pronuncia nomi barbari rianimando un vero e proprio esercito di cadaveri.
Non vi nascondo che si tratta di un’immagine affascinante, ma non corrisponde esattamente alla realtà: è una versione romantica, volutamente esagerata dalla nostra fantasia.

Il necromante opera con le forze e le energie della Morte, ovvero stabilisce una connessione con il Regno dei Morti, reclutando spesso al proprio servizio le loro anime.
Il necromante non lavora soltanto con le anime delle persone morte ma anche con le “divinità morte”.

Di cosa si tratta? Di divinità che appartengono al passato e sono state dimenticate e che quindi non vengono più venerate eccetto, forse, da una minoranza quasi insignificante della popolazione mondiale.
Il necromante realizza dei viaggi astrali, o se vogliamo delle esperienze spirituali nel Regno dei Morti, nel quale discende, così come fece Ishtar o come accade nei misteri orfici.
Come cominciare? La prima cosa da fare è sicuramente informarsi, leggere, studiare, seguire gli insegnamenti di esoteristi competenti, con il fine prima di tutto di comprendere come l’umanità ha interagito storicamente (soprattutto in tempi moderni) con la Morte. Per questa ragione ho cercato in quest’articolo d’introdurvi alla Storia della Morte attraverso i testi fondamentali che sono stati scritti, i riti funerari di diverse culture antiche e moderne. Vi consiglio di esplorare le diverse concezioni della Morte e dell’Oltretomba nelle più disparate religioni e tradizioni spirituali.
Una fonte di ispirazione indiscutibile è il Necronomicon di Howard Phillis Lovecraft.

Il Necronomicon è uno pseudobiblion, cioè un libro mai scritto ma citato come se fosse vero in libri realmente esistenti. Il Necronomicon, infatti, è un espediente letterario creato dallo scrittore statunitense Howard Phillips Lovecraft per dare verosimiglianza ai propri racconti, che diventò gradualmente un gioco intellettuale quando anche altri scrittori cominciarono a citarlo nei loro racconti. Lo stesso Lovecraft fu quasi costretto, a un certo punto, a confessare che il testo era una sua invenzione quando si accorse che troppi suoi lettori lo avevano preso sul serio; ed anche oggi non mancano persone che credono alla sua reale esistenza. Secondo Lovecraft, il Necronomicon sarebbe un testo di magia nera redatto dall’ “arabo pazzo” Abdul Alhazred, vissuto nello Yemen nell’VIII secolo e morto a Damasco in circostanze misteriose: Lovecraft immagina che fosse stato fatto a pezzi in pieno giorno da un essere invisibile.

In una lettera Lovecraft sostiene che il titolo, apparsogli in sogno, significa La descrizione delle Leggi dei Morti (o che governano i Morti), significato derivato dalle parole greche nekros (cadavere), nomos (legge) ed eikon (immagine, descrizione). La traduzione più comune è, invece, Libro dei Nomi dei Morti, perché fanno derivare il secondo segmento del titolo dal greco onoma (nome, titolo di libro).

Altre ipotesi sono Le consuetudini dei Morti (da nomos: legge, uso, costume) oppure Guida alla terra dei Morti (da nom: spazio, distretto, regione) oppure ancora “Il Libro del Legislatore Morto” (da nomikos = legislatore).

Secondo August Derleth, amico ed editore di Lovecraft, il nome Necronomicon fu ricalcato dallo scrittore sul titolo degli Astronomicon Libri (Libro che riguarda gli Astri) del poeta romano di età augustea Marco Manilio, per cui il significato sarebbe “Libro che riguarda la Morte”.

«La notte s’apre sull’orlo dell’abisso. Le porte dell’inferno sono chiuse: a tuo rischio le tenti. Al tuo richiamo si desterà qualcosa per risponderti. Questo regalo lascio all’umanità: ecco le chiavi. Cerca le serrature; sii soddisfatto. Ma ascolta ciò che dice Abdul Alhazred: per primo io le ho trovate: e sono pazzo».

(dalla prefazione al Necronomicon).

Secondo Lovecraft il titolo originale dell’opera è Al Azif, un termine arabo che sarebbe usato per indicare i suoni notturni prodotti da certi insetti, ma che la tradizione popolare identifica con il linguaggio dei demoni. Il libro conterrebbe un racconto mitologico sui Grandi Antichi, la loro storia e i metodi per invocarli. Del libro fu fatta una traduzione in greco ad opera di Teodoro Fileta (responsabile anche del nome greco Necronomicon), un monaco ortodosso di Costantinopoli (nel 950), e una in latino ad opera del danese Olaus Wormius nel 1228 (in realtà, il vero Olaus Wormius/Ole Worm è vissuto tra il XVI e il XVII secolo), il quale annota nella prefazione come l’originale arabo fosse già considerato perduto ai suoi tempi. La versione latina fu stampata la prima volta in caratteri gotici, presumibilmente in Germania, nel XV secolo; nel 1598 fu pubblicata una versione inglese del Necronomicon latino, ad opera del barone Federico I del Sussex che la intitola Cultus Maleficarum, meglio nota come Manoscritto del Sussex; in seguito nel XVII secolo, probabilmente in Spagna. Il mago elisabettiano John Dee e l’occultista Edward Kelley entrarono in possesso di una copia del libro a Praga, durante una visita all’imperatore Rodolfo II (grande appassionato di esoterismo) e si ritiene che ne abbiano fatto una traduzione in inglese, della quale rimangono solo alcuni frammenti. Sembra che già dal medioevo il libro fosse stato messo all’indice dalla Chiesa cristiana e poi, via via, da tutte le religioni organizzate del mondo. Infatti, già nel 1050 il Patriarca Michele ordinò la distruzione delle copie tradotte in greco. Il testo arabo originale sparì; e in seguito nel 1232 Papa Gregorio IX ne ordinò la distruzione delle copie in greco e latino.

C’è incertezza su quale possa essere stata la fonte ispiratrice di Lovecraft per la creazione del Necronomicon. Sarebbe stata la Chiave di Salomone, un celebre grimorio che l’autore di Providence avrebbe conosciuto attraverso Ceremonial Magic; come pure il Picatrix, un testo arabo di alchimia e di erboristeria. Lovecraft, però, si sarebbe ispirato al suo autore, l’alchimista iracheno ‘Abd al-Latīf, per creare la figura di Abdul Alhazred.

Il libro cominciò ad uscire dalla finzione letteraria per entrare nel mondo reale nel 1941, quando un antiquario di New York, Philip Duchesne, mise nel proprio catalogo un riferimento al Necronomicon, di cui forniva la descrizione e fissava il prezzo a 900 dollari. Nel 1953 il giornalista Arthur Scott, in un articolo sul mensile statunitense Sir!, sostenne che questo libro fosse stato scritto su fogli di pelle umana prelevata da persone uccise con fatture stregonesche. Da quel momento si moltiplicano i riferimenti al Necronomicon sui bollettini dei bibliofili e perfino nel catalogo della Biblioteca Centrale dell’Università della California.

Negli anni settanta Colin Wilson sostenne che Lovecraft mentiva quando affermava che il Necronomicon non esiste, per coprire le responsabilità del padre, affiliato alla massoneria egiziana fondata da Cagliostro e possessore di una copia del testo (probabilmente, nella traduzione inglese effettuata da John Dee).

Roberto Volterri affermò che il Necronomicon non sia del tutto un’invenzione letteraria di Lovecraft, ma che abbia tratto spunto da informazioni avute da Sonia Greene, già discepola di Aleister Crowley, per pochi anni consorte dello stesso autore di Providence”.

Questo tipo di testi vi daranno una base su cui operare con cognizione di causa e comprendere meglio la vostra relazione con la Morte. Come abbiamo potuto constatare non esistono moltissimi dati sulla Preistoria, ma l’archeologia, sicuramente utile nel comprendere quando e come è iniziata la pratica della sepoltura dei cadaveri con oggetti o fiori, è Il primo requisito per il necromante, ovvero la conoscenza.

Il secondo è sicuramente stabilire una profonda relazione interiore con la Morte.
Di cosa sto parlando? Della Sua contemplazione. Una pratica che può essere utile a questo scopo è avere un “Memento Mori”, ovvero lo sviluppo della costante consapevolezza della Sua imminenza.
Alcune persone, per esempio, portano un anello con un teschio mentre altri preferiscono un tatuaggio.
Si tratta di avere a portata di mano un oggetto che vi ricordi la Morte.
Questo tipo di pratica aumenterà il vostro desiderio di vivere e vi aiuterà a non sprecare il vostro tempo.
Si tratta di realizzare quanto sia prezioso il tempo che avete da spendere nel mondo materiale mentre siete vivi. Ironicamente, focalizzarsi sulla Morte aiuta a vivere più intensamente.
Questo è uno dei tanti benefici che si ottengono tramite la pratica di contemplazione.
Personalmente, sono ossessionata dall’idea della Morte da sempre, essendo stata molto vicina ad essa a causa di un’incidente stradale avuto da bambina e questo mi ha portata a sviluppare una peculiare percezione della transitorietà degli eventi e della stessa esistenza. Senza dubbio non è stato un processo semplice, anzi lo definirei doloroso ai limiti della sopportazione ed oltre ma, alla fine è ciò che mi ha motivata ad andare avanti e nel tempo mi ha portata ad avere una diversa relazione con il Trapasso.
Ovviamente, è per me tutt’ora scioccante l’idea di morire perché l’istinto di sopravvivenza che porta a lottare per la vita è proprio ‘di ogni forma di vita’ ma nonostante tutto è possibile arrivare ad abbracciarne l’ineluttabilità ed a comprendere che la Morte stessa è parte della vita.
E’ prioritario sviluppare una relazione personale con essa.
Il Libro Tibetano dei Morti è sicuramente un testo consigliabile, all’interno del quale troverete delle utilissime pratiche che, anche se non siete buddisti, vi aiuteranno a sviluppare proprio questo tipo di rapporto “intimo” con la Morte. Ci sono altri metodi, appartenenti alla tradizione Occidentale che sono generalmente considerati come relativi alla necromanzia, ma sicuramente la cosa più importante è cominciare un processo che vi porti a questo risultato: un attimo di consapevolezza senza tempo che alcuni esoteristi chiamano appunto “momentum” che vi porterà in seguito alla Sua percezione, a livelli sempre più elevati. Per molti il primo passo è creare un Altare della Morte che in seguito diverrà un vero e proprio altare necromantico ma che inizialmente può essere anche soltanto uno spazio dove mostrare la propria devozione alla Morte. Non è necessario che il vostro altare contenga delle immagini di persone specifiche di defunti, anzi questo potrebbe essere controproducente all’inizio della pratica considerando che il primo passo è concentrarsi sull’energia Sua stessa energia, nella sua forma più autentica e pura.

Potrete quindi posizionarvi elementi iconografici, oggetti, delle immagini che ve La ricordino. Se questi oggetti appartengono a culture diverse, ricorderete grazie ad essi anche i sincretismi che siete riusciti ad individuare. Riuscirete a fare un lavoro molto vantaggioso per la vostra consapevolezza e per le vostre future opere. Attenzione, non è necessario girare il mondo. Potrebbero addirittura essere sufficienti immagini estratte da mazzi di tarocchi relativi a tradizioni differenti e realizzate da vari artisti.
Come tutti sappiamo, non c’è elemento che ci ricordi la morte intensamente quanto un teschio.

Non occorre che sia autentico, per quanto sia attestato dai più, che i teschi reali sono molto potenti ed hanno un grande potere evocativo. E’ possibile usare teschi di animali già morti, senza bisogno di ucciderne uno e non è assolutamente necessario usare teschi umani considerando che nel nostro Paese gli atti normativi sono il Regolamento di Polizia Mortuaria (DPR del 10 Settembre 1991, n. 285). Si tratta di un atto normativo quotidianamente violato dai medici di tutta Italia, che non ne conoscono il contenuto, salvo poche eccezioni: il codice penale (artt. 407-413, ossia i “delitti contro la pietà dei defunti”); il Regio decreto del 31 Agosto 1932, n. 1592 sulla Istruzione Superiore.
Queste norme stabiliscono che l’ asportazione di ossa umane dai cimiteri, fuori dai casi ammessi dalla legge (es. riesumazione, traslazione…) costituisce delitto punito con vari anni di reclusione; che il commercio di ossa umane è vietato; che le ossa umane prelevate dai cimiteri possono essere adoperate a scopo scientifico (salvo opposizione dei familiari), solo se richieste da sale anatomiche universitarie, musei anatomici, ospedali.
La massima sentenza, emessa nel 1971 – ampiamente discutibile – asserisce che i reperti ossei che abbiano perduto la capacità di suscitare il sentimento di pietà verso i defunti, per il fatto di non richiamare immediatamente alla memoria dell’ osservatore l’ essere umano esanime, cessano d essere una “res specialis”, divenendo una “res communis”. In ossequio a questa sentenza, i “preparati osteoanatomici” umani, nonché i reperti molto antichi, sarebbero liberamente commerciabili, utilizzabili e detenibili da chiunque. Quindi anche da parte di medici e studenti di medicina, il possesso di ossa umane espone a rischi penali significativi.
Non pensate, quindi che sia necessario avere un teschio umano reale per essere un necromante. Rimanete nella legalità ed usate una replica. Ricordate che l’importante è sintonizzarsi a livello vibrazionale con l’idea della Morte. Non abbiate paura di morire per questo, non lasciate che la paura sia più forte di voi. Ricordate che in una manciata di secondi muoiono moltissime persone al mondo e pensare alla Morte non porta a morire, piuttosto vi spingerà verso la vita. Concedete a queste pratiche un periodo di tempo variabile, abbastanza lungo, di almeno sei mesi, durante i quali vi preoccuperete della vostra formazione, esplorerete e vi dedicherete alla contemplazione delle Sue energie e della Morte stessa. Se sentite che questa esperienza è troppo pe voi, interrompetela e concentratevi sui risultati che avete ottenuto, sulle conclusioni a cui siete arrivati. Lasciatevi il tempo di metabolizzare ciò che avete riscoperto e, quando vi sentirete pronti, andate avanti. Siate indulgenti con voi stessi in questo processo che è tutt’altro che semplice. Soltanto in seguito, quando avrete stabilito questa connessione, potrete addentrarvi nel Regno dei Morti in modo proficuo ed efficace…

A questo punto potrete domandarvi come reclutare i morti al vostro servizio quando avrete acquisito le basi di questa pratica ovvero quando avrete contemplato la natura della fine dell’esistenza, incluso la vostra e quella dei vostri cari, avrete costruito un altare ai vostri antenati, avrete chiesto la guida dei vostri parenti defunti facendo loro regolarmente delle offerte.
Il seguente passo logico nell’Arte della necromanzia è “reclutare” defunti che non fanno parte della vostra famiglia e con i quali creerete una sorta di squadra. Naturalmente, dovrete creare la vostra squadra avvicinando quelle persone che hanno le qualità e l’esperienza necessaria nell’ambito dei vostri obiettivi.
E’ il caso di chi, avendo molti nemici, può avere bisogno di qualcuno che salvaguardi la sua personale sicurezza. Per questa ragione cercherà di entrare in contatto con qualche defunto che abbia avuto questa funzione durante la sua esistenza terrena, come ad esempio un soldato. Il Regno dei Morti è pieno di soldati e sono facili da identificare basandosi sulle loro lapidi, ad esempio nei cimiteri monumentali.
In altri casi, potreste avere bisogno di qualcuno che, in vita, si prendeva cura dei malati come ad esempio un medico. Oppure state cercando di acquisire conoscenza e, in tal caso, potreste aver bisogno di qualcuno che durante la propria vita è stato un maestro o uno scienziato (sceglierete in base al tipo di conoscenza che state cercando).
E’ necessario quindi compiere una ricerca specifica e, una volta individuato l’elemento di vostro interesse, inizierete ad entrare in contatto con lui/lei. Inizialmente usate l’intuizione per capire se potrebbe essere o meno la persona che fa per voi. Se l’intuizione vi dice che state facendo la cosa giusta avrete bisogno di una reliquia che è appartenuta al defunto. Ci sono molte tipologie di reliquie ma la migliore di tutte è sicuramente una parte del corpo del defunto stesso.
Sappiamo perfettamente che la profanazione di tombe non è soltanto illegale e priva di qualsiasi etica ma addirittura ridicola se consideriamo che è possibile farne a meno e ottenere i medesimi risultati.

Ghosts passing on the main street of an old european cemetery on a foggy full moon night

Probabilmente molti di voi non troveranno etica la pratica di raccogliere sporcizia nei pressi di una tomba ma vi assicuro che può essere fatto in modo molto rispettoso e con discrezione. Prima di eseguire questa operazione assicuratevi di aver chiesto il permesso al defunto e che questi lo abbia concesso. Come scoprirlo? Qualsiasi forma di divinazione può essere valida. Non tentate di convincere il defunto. Se il vostro metodo di divinazione vi mostra un quadro che rispecchia un assoluto diniego allontanatevi senza esitazione.
Inizialmente è consigliabile chiedere questa concessione ai propri defunti così come qualsiasi tipo di favore sempre tenendo presenti le caratteristiche che possedeva in vita e le vostre esigenze.
Generalmente questo tipo di richieste vengono esaudite: i vostri familiari saranno felici di aiutarvi perché siete la loro discendenza. Quando invece tratterete con qualcuno che non fa parte della vostra famiglia non sarà così facile. In linea generare è bene considerare che i defunti a cui viene chiesto un favore si comportano esattamente come i vivi e il risultato dipende dalla qualità della relazione che avete stabilito con loro. E’ sempre consigliabile fare un offerta al defunto prima di chiedere qualsiasi cosa.
Praticamente presso ogni tradizione in tutto il mondo si considera che gli spiriti siano generalmente assetati ed è quindi molto comune offrire bevande basandosi sui gusti del defunto.

Soltanto dopo un’offerta è accettabile sottrarre qualsiasi tipo di spazzatura da una tomba, sempre rispettando il defunto e non causando molestie al personale del cimitero. Non è assolutamente rispettoso danneggiare lapidi e tombe, oltre ad essere perseguito penalmente. Agendo in questo modo non solo commetterete un reato ma non sarete certamente nelle grazie dello spirito in questione.
Un altro metodo, più semplice, è fare una foto della tomba o la foto di una reliquia che, in questo modo si trasforma a sua volta in una reliquia.
Una condizione particolare si verifica nel caso in cui vogliate entrare in contatto con uno scrittore o una scrittrice: un libro è in sé una potente reliquia, soprattutto se l’autore o l’autrice lo hanno toccato e firmato e questo accade perché chiunque scriva lascia una piccola parte della sua anima tra le righe, mettendola nero su bianco. La stessa regola vale per pittori e pittrici.

Il seguente passo è posizionare la reliquia sul vostro altare (che non deve essere l’altare dei vostri antenati a meno che non vogliate contattare con uno di loro).
Ora potete stabilire una comunicazione con il defunto tramite la divinazione.
Avrete quindi bisogno di capire quali offerte preferiscono. E’ buona regola dare al defunto un compito e ricompensarlo con una offerta soltanto dopo che il compito è stato eseguito.

Chiedete sempre al defunto se è disposto ad eseguire il compito e ricordatevi sempre di stabilire un tempo preciso durante il quale il compito deve essere svolto. Non fate promesse specifiche al defunto in nessun caso ma quando la richiesta sarà stata esaudita nel tempo che avrete stabilito, soltanto in quel momento, date ai defunti più di quello che avreste promesso. Molte persone fanno semplicemente offerte regolari agli spiriti dei defunti.
Quando il defunto non è completamente convinto sulla possibilità di svolgere un compito provate a negoziare ricordandovi sempre che non dovete necessariamente accettare di dare in cambio quello che desidera e che potete sempre proporre voi un’offerta che pensate sia gradita.
Se il defunto si nega completamente, probabilmente non vuole o non può aiutarvi.
Vedrete come nel tempo svilupperete una relazione con loro, conoscendoli, conoscendo i loro gusti, le loro capacità. Vedrete come con alcuni di loro stabilirete una relazione del tutto peculiare ma questo lo scoprirete da soli, grazie alla pratica…

 

 

Questo articolo è stato scritto a scopo informativo e l’autrice raccomanda a tutti i lettori di rimanere nell’ambito della legalità anche se è necessario spiegare cos’è una reliquia efficace nell’Arte della necromanzia. Potrete tranquillamente utilizzare un oggetto che la persona abbia usato spesso nella vita o indossato (i gioielli sono, in genere molto efficaci). In alternativa è sempre possibile utilizzare oggetti che sono stati prossimi a qualsiasi reliquia del defunto e ciò che più comunemente si utilizza è la sporcizia che potrete trovare nei pressi delle tombe.

 

Scritto da: Sara Ballini

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